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<title>blogatto</title><link>http://www.gattorognoso.it/dblog/</link>
<description>blogatto</description><language>it</language>
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	<title><![CDATA[happy birthday froufrou]]></title>
	<description><![CDATA[<style type="text/css">
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	<link><![CDATA[http://www.gattorognoso.it/dblog/articolo.asp?articolo=185]]></link>
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	<dc:date>2007-05-23T00:00:00+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Gatto</dc:creator>
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	<title><![CDATA[La forma de querer tú ]]></title>
	<description><![CDATA[<style type="text/css">
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<table width="100%" border="00" cellpadding="0" cellspacing="00">
  <tr>
    <td><p><b>La forma de querer t&uacute; </b></p>
      <div id="2s">La forma de querer t&uacute;<br>
        es dejarme que te quiera.<br>
        El s&iacute; con que te me rindes<br>
        es el silencio. Tus besos<br>
        son ofrecerme los labios<br>
        para que los bese yo.<br>
        Jam&aacute;s palabras, abrazos,<br>
        me dir&aacute;n que t&uacute; exist&iacute;as,<br>
        que me quisiste: Jam&aacute;s.<br>
        Me lo dicen hojas blancas,<br>
        mapas, augurios, tel&eacute;fonos;<br>
        t&uacute;, no.<br>
        Y estoy abrazado a ti<br>
        sin preguntarte, de miedo<br>
        a que no sea verdad<br>
        que t&uacute; vives y me quieres.<br>
        Y estoy abrazado a ti<br>
        sin mirar y sin tocarte.<br>
        No vaya a ser que descubra<br>
        con preguntas, con caricias,<br>
        esa soledad inmensa<br>
    de quererte s&oacute;lo yo.</div></td>
    <td><p><strong>Il modo tuo d'amare</strong></p>
      <div id="2s">Il modo tuo d'amare<br>
&egrave; lasciare che io t'ami.<br>
Il s&igrave; con cui ti abbandoni<br>
&egrave; il silenzio. I tuoi baci<br>
        sono offrirmi le labbra<br>
        perch&eacute; io le baci.<br>
        Mai parole e abbracci<br>
        mi diranno che esistevi<br>
        e mi hai amato: mai.<br>
        Me lo dicono fogli bianchi,<br>
        mappe, telefoni, presagi;<br>
        tu, no.<br>
        E sto abbracciato a te<br>
        senza chiederti nulla, per timore<br>
        che non sia vero<br>
        che tu vivi e mi ami.<br>
        E sto abbracciato a te<br>
        senza guardare e senza toccarti.<br>
        Non debba mai scoprire<br>
        con domande, con carezze<br>
        quella solitudine immensa<br>
    d'amarti solo io. </div></td>
  </tr>
</table>
 <blockquote>
   <p align="right"><b align="right">Pedro Salinas</b>   </p>
 </blockquote>
]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.gattorognoso.it/dblog/articolo.asp?articolo=182]]></link>
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	<dc:date>2007-02-23T13:45:43+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Gatto</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Evviva, soffro di mal d'amore]]></title>
	<description><![CDATA[<div>LA TESI PROVOCATORIA DI UNO SCIENZIATO USA</div>
<h2>Evviva, soffro<br>
  di mal d'amore</h2>
Ossessione. Ansia. Sbalzi d'umore. Poi tachicardia, sudori,  inappetenza. Tutti sintomi di una patologia. Da cui nessuno vuole  guarire. Parola di neurologo
<div>&nbsp;</div>
<div>
  Respiro affannoso, tachicardia, diminuzione dell'appetito. E poi ancora  pensieri ossessivi, ansia per il futuro, repentini sbalzi d'umore. Non  fate finta di non riconoscere i sintomi. Sono quelli di una malattia  che ci colpisce tutti prima o poi, ma che nessun medico si sognerebbe  mai di diagnosticare come tale. <br>
  <br>
  Fare  una diagnosi di mal d'amore era all'ordine del giorno per i medici  antichi, di fronte al malessere degli amanti. Ma nella medicina  scientifica dei nostri giorni, di amore come malattia non si parla pi&ugrave;.  Tanto la medicina quanto la psicologia sembrano aver rinunciato persino  a rispondere alla domanda: che cos'&egrave; l'amore? A riportare la parola nel  vocabolario medico ci prova Frank Tallis, psicologo clinico inglese che  ha insegnato psicologia clinica e neuroscienze al King's College.  Tallis nel suo nuovo libro 'Love Sick' (Arrow Books, una traduzione  italiana &egrave; in cantiere per Il Saggiatore) propone una tesi paradossale  e provocatoria: che l'amore sia una forma di malattia mentale. Ma una  malattia necessaria, e per la quale in realt&agrave; non vogliamo nessuna  cura. <br>
  <br>
  <strong>Nelle prime pagine del suo libro lei accusa la medicina e la stessa psicologia di non prendere abbastanza sul serio l'amore.</strong><br>
  "Come  psicologo clinico, ho spesso l'impressione di piantare in asso molti  miei pazienti, che soffrono di qualcosa che non pu&ograve; essere definito  altro che mal d'amore. Ma nei libri di testo questo termine non  compare, e cos&igrave; questi pazienti si ritrovano con una diagnosi ufficiale  di depressione, o disturbo d'ansia. Ma questa non &egrave; una descrizione  appropriata del loro malessere, che &egrave; legato specificamente  all'esperienza dell'innamoramento. Una cosa fondamentale come l'amore  merita sicuramente uno studio scientifico, ma la psicologia non &egrave; mai  stata in grado di spiegarne n&eacute; gli aspetti biochimici, n&eacute; quelli  emotivi. &Egrave; sorprendente come medicina e psicologia si occupino cos&igrave;  tanto di sesso, ma quasi per niente d'amore. L'amore cambia  profondamente le persone, influenza il modo in cui pensano e si  comportano, e quando non &egrave; felice causa un vero e proprio malessere  fisico. &Egrave; qualcosa per cui a tutti capita di soffrire, ma su cui la  psicologia non ha molto da dire". <br>
  <br>
  <strong>Al punto da considerarlo una malattia mentale? </strong><br>
  "La  diagnosi di mal d'amore &egrave; stata considerata legittima e utile dalla  medicina almeno fino al Seicento. E se rileggiamo quelle antiche  diagnosi, vediamo che i pazienti in questione mostravano un insieme di  sintomi ricorrenti: pensiero fisso sulla persona amata, malinconia,  stati di estasi, violente oscillazione di umore. Tutti sintomi che  rientrano nelle diagnosi contemporanee di ossessione, depressione,  mania. La vecchia diagnosi di mal d'amore coincide quasi perfettamente  con una odierna diagnosi di disturbo ossessivo con alterazioni  dell'umore. Ci sono molti aspetti dell'innamoramento che simulano un  disturbo mentale, in modo cos&igrave; fedele che forse non c'&egrave; nessuna vera  differenza tra l'ossessione per la persona amata e un'ossessione  propriamente detta. L'esperienza dell'innamoramento &egrave; per molti di noi  l'esperienza pi&ugrave; vicina alla malattia mentale che ci capiti di provare.  &Egrave; la nostra occasione di flirtare con la follia." <br>
  <br>
  <strong>Perch&eacute; l'evoluzione ci avrebbe condannati a sperimentare una malattia mentale?</strong> <br>
  "L'amore  &egrave; una sorta di meccanismo di sicurezza messo a punto dall'evoluzione  per tutelare la specie dalla nostra stessa razionalit&agrave;. Deve essere  irrazionale per assicurare la procreazione e quindi la prosecuzione  della specie. I nostri bambini nascono molto vulnerabili e deboli, e  hanno bisogno di continue cure da parte dei genitori. E a differenza di  altri animali, noi abbiamo un cervello molto sviluppato che ci permette  di ribellarci contro i nostri istinti riproduttivi, e rifiutare il duro  lavoro di allevare i figli. Potremmo tutti decidere di non avere figli,  e la specie si estinguerebbe. Invece continuiamo ad averne. Non pu&ograve;  essere un caso che nella maggior parte delle esperienze la fase  dell'innamoramento vero e proprio duri circa due o tre anni. &Egrave; il tempo  che serviva ai nostri antenati per mettere al mondo e svezzare un  bambino. La follia dell'amore dura quel tanto che basta perch&eacute; i nostri  geni passino alla generazione successiva. L'evoluzione ci ha fornito un  potente coinvolgimento emotivo che ci solleva da qualunque pensiero  razionale, in modo da prendere una decisione che non &egrave; nel nostro  interesse ma in quello della specie". <br>
  <br>
  <strong>Alcune manifestazioni dell'amore ne rivelano l'aspetto patologico. In particolare, la gelosia.</strong> <br>
  "La  gelosia &egrave; uno stato emotivo molto complesso, che ha origine da una  minaccia reale o immaginaria a una relazione sessuale. &Egrave; una miscela di  ansia, rabbia e depressione, che distorce la nostra percezione e a  volte ci rende violenti. Ma &egrave; cos&igrave; potente perch&eacute; &egrave; importante per la  specie. La funzione principale dell'amore &egrave; cementare una relazione  sessuale per un periodo di tempo sufficiente ad allevare i figli, ma  non funziona sempre. La gelosia &egrave; un rimedio alle imperfezioni  dell'amore, permette di difendere i propri interessi riproduttivi dai  rivali. Tutti discendiamo da antenati gelosi, e la maggior parte dei  tentativi moderni di superare la gelosia sessuale nel contesto di stili  di vita alternativi non funzionano. Il pensiero liberale non pu&ograve; fare  molto contro i nostri demoni evolutivi". <br>
  <br>
  <strong>Nel suo libro, lei propone una spiegazione anche per il fatto che l'amore ci faccia comportare spesso come bambini.</strong><br>
  "Per  gli esseri umani &egrave; molto importante formare da piccoli un forte legame  con chi si prende cura di loro, preferibilmente la madre. Questo  ovviamente ha un grande vantaggio evolutivo, ed &egrave; forse il pi&ugrave;  importante comportamento scritto nei nostri neuroni. Probabilmente  l'attaccamento infantile alla madre e quello alla persona amata  dipendono dagli stessi sistemi neurali fondamentali. In qualche modo,  il legame tra madre e bambino &egrave; il modello originale di tutti i legami  profondi. La madre e il bambino, per esempio, passano molto tempo  guardandosi negli occhi e toccandosi il viso, proprio come gli  innamorati. Con un neonato facciamo versi e smorfie e cantiamo e, in  modo spesso decisamente imbarazzante, facciamo lo stesso con la persona  che amiamo". <br>
  <br>
  <strong>Che cosa avviene nel cervello quando ci innamoriamo? </strong><br>
  "A  livello chimico, la cosa pi&ugrave; simile che abbiamo scoperto alle frecce di  Cupido &egrave; l'ossitocina. &Egrave; un'endorfina, cio&egrave; una di quelle sostanze  chimiche simili agli oppiacei che nel nostro cervello regolano piacere  e dolore. L'ossitocina ha un ruolo gi&agrave; nella comparsa del desiderio  sessuale verso una persona, ma i suoi livelli salgono drammaticamente  man mano che acquistiamo intimit&agrave; con lei. &Egrave; responsabile della  sensazione di euforia legata alla vicinanza della persona amata, e ha  effetti importanti sulla memoria, consolidando l'immagine dell'altro in  modo che serva a tenere vivo il legame anche quando si &egrave; distanti". <br>
  <br>
  <strong>Se l'amore &egrave; davvero una malattia mentale, dovremmo preoccuparci di curarla? </strong><br>
  "In  parte succede gi&agrave;. Come ho detto, molte persone che in realt&agrave; soffrono  di mal d'amore si ritrovano con una diagnosi ufficiale di depressione,  e vengono curati con antidepressivi. E spesso la terapia funziona,  perch&eacute; anche la sofferenza d'amore, come la depressione, sembra avere a  che fare con un calo dei livelli di serotonina, a cui questi farmaci  rimediano. Non si pu&ograve; escludere che nei prossimi anni, con il progresso  delle conoscenze biochimiche sull'amore, ci vengano proposti farmaci  specifici per contrastare i sintomi di una delusione amorosa. Ma di per  s&eacute; l'amore &egrave; una malattia per cui probabilmente non vorremo mai una  cura. Piuttosto, si pu&ograve; provare a vivere l'amore in modo pi&ugrave; sano di  quanto spesso non facciamo. Senza aspettarsi troppo, ma anche senza  sottovalutare le sue conseguenze. In questo senso, dobbiamo guardarci  da due insidie profonde della nostra cultura, che sono l'eccesso di  romanticismo e il modo troppo disinvolto di vivere il sesso". <br>
  <br>
  <strong>Eccesso di romanticismo?</strong><br>
  "L'idealismo romantico,  quello celebrato dai poeti, &egrave; un fenomeno tipicamente occidentale, che  ha avuto profonde conseguenze sulla nostra cultura, facendo dell'amore  una forma di religione secolare che ci porta ad aspettative del tutto  irrealistiche. A un certo punto abbiamo iniziato a cercare in altri  esseri umani quella trascendenza che prima cercavamo nella religione. E  naturalmente siamo condannati al fallimento, perch&eacute; le persone sono  piene di difetti, e non possono fornirci questa profonda ed eterna  felicit&agrave; semplicemente avendo una relazione con noi. In questo senso  alcuni aspetti della tradizione orientale, in cui l'innamoramento non  viene santificato come da noi e in cui i matrimoni sono persino  combinati, si rivelano sorprendentemente pi&ugrave; sani". <br>
  <br>
  <strong>Parliamo di sesso.</strong><br>
  "Quando facciamo sesso con  qualcuno, questo produce cambiamenti a livello chimico nel nostro  cervello, che faranno s&igrave; che troviamo quella persona pi&ugrave; attraente, e  che probabilmente sentiremo verso di lei una forma di attaccamento  emotivo. Fare sesso occasionale vuol dire giocare con il fuoco, con  meccanismi evolutivi molto potenti. Rischiamo di innamorarci e formare  un legame con una persona non adatta a noi, quando in realt&agrave; sarebbe  meglio cercare qualcuno con cui abbiamo pi&ugrave; cose in comune, con cui  condividiamo una visione del mondo, che ci d&agrave; stimoli intellettuali.  Forse per la nostra salute sarebbe meglio rispolverare i lunghi  corteggiamenti, che servono ad accertarsi di avere di fronte una  persona con cui siamo compatibili. Il sesso probabilmente confonde le  cose, perch&eacute; libera sostanze chimiche che distorcono la percezione.  Come ho detto, questo ha una precisa ragione evolutiva, &egrave; molto  vantaggioso per la specie, ma non sempre per noi individui". <br>
  <br>
  <strong>Se il mal d'amore &egrave; una malattia, allora dovremmo cambiare la nostra idea della malattia mentale?</strong><br>
  "Direi  proprio di s&igrave;. In qualche modo capire quanto l'amore somigli a una  malattia mentale dovrebbe evitarci di stigmatizzare chi soffre di  disturbi come schizofrenia. Pi&ugrave; che parlare di persone normali e  persone malate, dobbiamo capire che le emozioni estreme sono un  continuum, e noi siamo tutti collocati lungo di esso. Nessuno di noi &egrave;  del tutto immune dalla malattia mentale, se non altro perch&eacute; nessuno di  noi pu&ograve; evitare di innamorarsi".
  <div>&nbsp;</div>
  <h3>La magica follia si presenta cos&igrave;</h3>
  <div></div>
  <div>&nbsp;</div>
  <strong>Ossessione </strong><br>
  Tanto chi &egrave; innamorato quanto chi &egrave; affetto da disturbo ossessivo  -compulsivo perde, in misura maggiore o minore, la capacit&agrave; di  controllare il contenuto della propria mente. L'attenzione &egrave;  monopolizzata da pensieri e immagini che la volont&agrave; non riesce a  scacciare. In entrambi i casi, si hanno difficolt&agrave; di concentrazione e  di impegno in attivit&agrave; quotidiane. Non solo, ma gli innamorati, come le  persone con OCD, diventano superstiziosi e confondono pensiero e  azione. La somiglianza tra le due condizioni &egrave; stata confermata anche  da uno studio della psichiatra italiana Donatella Marazziti, che ha  scoperto che i livelli del neurotrasmettitore serotonina sono pi&ugrave; bassi  del 40 per cento, tanto in chi ha una diagnosi di OCD quanto in  soggetti sani che si dichiarano innamorati rispetto agli altri  soggetti. <br>
  <br>
  <strong>Dipendenza </strong><br>
  Le somiglianze tra innamoramento e  dipendenza da sostanze come droghe e alcool sono molte.  Tossicodipendenti e alcolisti avvertono un senso di incompletezza, sono  coscienti dell'irrazionalit&agrave; dei propri comportamenti ma non riescono a  modificarlo. Ma c'&egrave; anche una similitudine chimica. L'incontro di una  persona da cui siamo attratti causa il rilascio nel cervello di  feniletilamina, un composto simile all'amfetamina. L'abbandono causa  invece un brusco abbassamento del suo livello, che assomiglia molto  alla crisi di astinenza di un tossicodipendente. Anche le aree  cerebrali coinvolte sono le stesse nell'innamoramento e nel consumo di  oppiacei e cocaina, come ha dimostrato uno studio di Semir Zeki  pubblicato su 'NeuroReport' nel 2000. <br>
  <br>
  <strong>Perdita di identit&agrave;</strong><br>
  Durante l'innamoramento, ma soprattutto dopo un lungo periodo di vita  in coppia, l'amore pu&ograve; portare a un superamento delle barriere delle  reciproche identit&agrave;, che pu&ograve; sconfinare nel patologico. &Egrave; il caso della  'folie &agrave; deux', una sindrome riconosciuta dalla psichiatra ufficiale e  che si sviluppa tra due persone con una relazione stretta, ma &egrave;  frequente soprattutto tra marito e moglie. Uno dei due membri della  coppia inizia a soffrire di allucinazioni o manie persecutorie che  contagiano l'altro. Questo tipo di sindrome pu&ograve; essere all'origine di  suicidi di coppia. <br>
  <br>
  <strong>Depressione</strong><br>
  L'alternanza tra stati  euforici (quando si &egrave; vicini alla persona amata) e disforici (quando ci  si separa) ricorda molto da vicino quanto accade nel disturbo bipolare  dell'umore. Ancora pi&ugrave; evidente e documentato &egrave; il legame tra amore non  ricambiato e depressione clinica. La semplice separazione dalla persona  amata provoca normalmente perdita di appetito, difficolt&agrave; di  concentrazione, insonnia, perdita di interesse per le attivit&agrave;  quotidiane: tutti sintomi comuni nella depressione. Le statistiche sui  suicidi indicano nella depressione e nelle delusioni amorose due dei  maggiori fattori di rischio. Le stesse fasi di una delusione amorosa  (reazione violenta, disperazione, distacco emotivo) somigliano al  decorso di una depressione, in cui la totale apatia &egrave; spesso lo stadio  finale che precede il suicidio.
  <div>&nbsp;</div>
  <h3>Si fa presto a dire I love you<br>
      <br>
  </h3>
  <div></div>
  Un sentimento o una malattia? Ecco come le diverse branche della  scienza rispondono alla pi&ugrave; vecchia delle domande: che cos'&egrave; l'amore?
  <div>&nbsp;</div>
  <p><strong>La genetica: Luigi Luca Cavalli-Sforza</strong>,  professore emerito di genetica all'Universit&agrave; di Stanford: "Dal punto  di vista evoluzionistico, la risposta &egrave; molto semplice. Abbiamo bisogno  di stabilire legami con gli altri esseri umani per molti scopi,  soprattutto, ma non solo, per la riproduzione. L'amore, in genere  l'attaccamento ad altre persone, aiuta molto in questa direzione. Non  c'&egrave; quindi affatto da stupirsi se istinti che lo favoriscono sono stati  premiati dalla selezione naturale. Lo stesso avviene per molte altre  specie oltre quella umana, ma forse non per tutte. Quindi l'amore &egrave; un  istinto premiato dalla selezione naturale perch&eacute; favorisce la  continuazione della nostra specie". <br>
    <br>
    <strong>La psicobiologia: Alberto Oliverio</strong>, psicobiologo  dell'Universit&agrave; 'la Sapienza' di Roma: "L'amore &egrave; uno stato in cui le  aree del nostro cervello legate alle emozioni sono attivate in modo  quasi continuo, persistente, mentre normalmente questo avviene in modo  momentaneo e intermittente. Questa esperienza ci coinvolge e sconvolge  particolarmente durante l'adolescenza, perch&eacute; per la prima volta si  perde la padronanza di s&eacute; senza che nulla ci abbia preparato a questa  esperienza. Poi l'amore colpisce ancora da adulti, ma lo fa soprattutto  riportandoci alla memoria quell'esperienza adolescenziale. Quanto alla  possibilit&agrave; di localizzare l'amore in precise aree del cervello: ci  credo poco. In qualunque situazione di coinvolgimento emotivo si vedono  alcune aree pi&ugrave; attive di altre, ma non ve ne sono di specifiche per  l'innamoramento". <br>
    <br>
    <strong>La cardiologia: Paolo Bellotti</strong>, direttore  del dipartimento di cardiologia dell'ospedale 'San Paolo' di Savona :  "Il cuore sia sempre stato considerato la sede dell'amore, perch&eacute; &egrave; da  l&igrave; che proviene la sensazione fisica pi&ugrave; forte. L'amore provoca un  aumento del battito cardiaco, dovuto a una scarica di adrenalina che  serve a mettere in allerta l'organismo e migliorare le capacit&agrave; di  risposta alla situazione in cui ci troviamo. &Egrave; una risposta  fisiologica, ma in chi ha problemi di cuore o negli anziani pu&ograve; anche  essere un rischio, perch&eacute; a lungo andare pu&ograve; sottoporre il cuore a uno  stress che non &egrave; in grado di affrontare".</p>
  <blockquote>
    <p align="right"> Nicola Nosengo sull'Espresso Salute </p>
  </blockquote>
</div>
]]></description>
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	<dc:date>2007-02-21T13:20:03+01:00</dc:date>
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